Quale sinistra?

 

 

 

PRIMA PARTE

 

 

Crisi sociale, politica, e delle ideologie date

 

Oggi si scarica tutto sul capitalismo come se prima l’umanità vivesse in pace e in ricchezza. In realtà il capitalismo è solo una modalità organizzativa della società mercantile (cioè che si regge sul mercato).

In queste condizioni, ci stiamo da 6.000 anni almeno. Per molti la storia comincia nel 700 con l’industrialismo, ma nella realtà, schiavismo, povertà, umiliazione, separazione sociale, ci sta da millenni.

 

Ad esempio, lo schiavismo muta definizione, descrizione, forma, ma è sempre lì da oltre 6.000 anni, praticamente da quando l’uomo ha “inventato” lo scambio di beni trasformandoli in merci; da quando si è cominciato a produrre non più per la propria sussistenza, ma per finalizzarla allo scambio.

Però in quelle epoche remote, tale usanza aveva senso, visto che il mondo, allora, finiva dove si vedeva l’orizzonte; oggi è incapacità d’immaginare e pensare a un modello diverso.

 

Diego Rivera - mexico oggi e domani

Diego Rivera – mexico oggi e domani

Le vecchie ideologie politiche non sono propriamente morte, sono superate perché figlie della loro epoca e perché sono state dogmatizzate, proprio come se fossero religioni teistiche. Ciò le ha rese incapaci di adeguarsi ai mutamenti storici e sociali.

 

Ciò che è superato è antistorico, fallimentare, non adatto alla società umana.

 

Ma questo è anche colpa della base popolare dei partiti di sinistra, che si dimostra incapace di evolversi e, quindi, ha dato potere e ruolo a una classe politica che sfrutta questa idiozia dilagante di massa.

 

 

 

 

Pochezza che si vede anche nei comportamenti, come la fossilizzazione sull’iconografia, nel vocabolario in uso, nei toni guerrieri, nella ricerca dello scontro quando non si hanno armi e intenzioni sufficienti per vincere, la logica dell’abbaiare e del ragliare.

 

Ma non è la crisi del socialismo che ci ha portato nella situazione attuale, ma la masaniellizzazione della politica delle sinistre antagoniste.

 

Dogmatismo, fanatismo ideologico, ottusaggine, trotskysmo, spartachismo, stalinismo, leninismo, tutto e subito, incapacità nel comprendere nuovi scenari globali, schema mentale legato allo standard della politica dei due blocchi, tifo verso Putin, tifo verso Milosevic, tifo verso Gheddafi: I grandi e gravi difetti della sinistra italiana cosiddetta “antagonista”.

 

Altrettanto pericoloso è pensare che siano morte le ideologie in sé: è come dire che è morta la capacità umana di pensare, progettare e, perché no, sognare.

 

Le ideologie non muoiono! Quello che muore sono le coerenze degli uomini! Nel momento in cui affermi che son morte le ideologie, aderisci al pensiero unico dominante che le vuole perché, così, regna incontrastato grazie all’indeterminazione che nasce dalla diaspora delle idee.

 

Cos’è un’ideologia politica? È un insieme d’idee sistematizzate che costituiscono un progetto di società.

Senza di esse, non si va da nessuna parte.

 

Invece di dichiarare una presunta inutilità dell’ideologia, pensate a dichiarare l’inutilità o la dannosità delle classi politiche e la falsità del dichiararsi ciò che non si è!

 

Dichiarando l’ideologia morta, o priva di senso, o inutile, o superata, si fa apologia del vuoto mentale.

 

Cominciamo col dire che il modello delle società mercantili schiavizza tutti, ma proprio tutti. Sono gli automatismi impliciti del sistema, necessari al suo equilibrio, che modellano i modi del pensare economico e politico.

 

Diciamo anche che la coscienza di classe non è mai esistita, è una pura invenzione della teoria politica. È rimasta nella testa dei militanti che s’innamorano delle idee, facendone un mito, negando alla vita il suo divenire.

 

Superiamole queste logiche ottocentesche.

 

Se una nuova sinistra deve nascere, allora bisogna innanzitutto assumere che:

la politica è l’arte del possibile nel presente, non della rigidità mentale.

 

 

 

 

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