Le persone si giudicano per ciò che fanno, non per ciò che dichiarano di essere

Gustav Klimt – Nuda Veritas

È un concetto famoso espresso da Marx né “Il capitale”. Io feci mia questa idea, ma le assegno un respiro ben più ampio di quello marxiano. Non lo dico per dileggiare il filosofo di Treviri, ma ai suoi tempi, psicologia e antropologia, come scienze, praticamente, non esistevano: oggi abbiamo molte più conoscenze.

Hai mai visto il corteggiamento nel mondo animale? In alcune specie assume caratteristiche estetiche. Si vuole apparire forti, belli, creativi. Tra gli uccelli giardiniere, la femmina, sceglie il pretendente sulla base di chi ha decorato meglio il nido. Sono tecniche per essere accettati. A mio parere, l’uomo, nel momento in cui ha cominciato a creare e fare cultura, ha trasferito o tradotto, alcuni fattori dell’istinto animale, nella sua cultura. Spesso, in modo del tutto avulso, dalle loro funzioni o origine animale, spesso come strumento d’espressione della depravazione o dell’egoismo (che non appartiene al mondo animale).

C’è anche un altro fattore che va considerato. La società umana, con le regole sociali ed economiche che si è data nel corso dei millenni, ha innescato la nascita di comportamenti di affrontamento, in taluni casi persino obbligati. Tra questi, quello dell’apparire che è diventata una vera e propria cultura.

Nelle attività economiche sei spesso costretta/o a “vendere” la tua immagine, i venditori bravi, in questo sono veri e propri maestri. Ma i politici sono il non plus ultra.

Nel corteggiamento tendiamo a far emergere le nostre migliori qualità, qualcuno se le inventa. E alla fine ce ne accorgiamo a relazione ben avviata, quando i nodi vengono al pettine.

Perché? Dipende da cosa sei disposta/o a fare per raggiungere un obiettivo. A volte, dipende da fattori psicologici, accade quando si teme di non essere abbastanza attraente come persona, o di percepirsi inadeguati in qualcosa; per cui si cerca di ovviare, inventandosi un’identità non propria o desiderata. In altri casi è un fattore puramente culturale che si può aver assimilato per apprendimento o per auto formazione circostanziale reiterata.

Il venditore non tende ad apparire bello e competente per accoppiarsi, ma perché il suo obiettivo è vendere, la sua è una strategia di vendita. L’impiegato che fa il ruffiano o che si presenta come la persona giusta “per”, si comporta in quel modo per raggiungere il suo obiettivo, la sua è una strategia comportamentale. Nel corteggiamento colui o colei che tende ad apparire per ciò che non è, non lo fa per istinto animale (gli animali mettono in mostra doti che già posseggono) ma perché il suo obiettivo è conquistare il cuore dell’altro/a, la sua è una strategia comportamentale. Tutte queste strategie si apprendono culturalmente o si determinano con un processo di problem solving.

Una cosa è da considerare assodata. I comportamenti umani, nel momento in cui, entrano a far parte di un fenomeno culturale, individuale o collettivo, non sono istintivi, insiti nella natura umana: qualunque sia la loro origine, sono culturali.

Ci sono casi in cui siamo in grado di riconoscere queste falsificazioni sulla base dell’incongruenza tra linguaggio verbale e non verbale, oppure nell’evidente contraddittorietà di ciò che si dichiara di essere, ma non sempre questo è possibile, o perché l’arte del recitare è ben sviluppata, o perché non ci sono movenze fisiche sufficienti a far emergere la contraddizione.

Comunque, dato che i comportamenti finali, le scelte che si fanno, sono il risultato finale di un processo cognitivo, è possibile utilizzarli come strumento di verifica dell’effettiva coerenza con quanto si dichiara, soprattutto quando tali comportamenti producono effetti o condizioni permanenti, o stabili per un prolungato periodo di tempo.

Le parole sono facili da pronunciare, i fatti, talvolta, sono persino impossibili da realizzare.

La differenza esistente tra quanto si dichiara di essere o fare, e quanto si è o si fa, è l’unico metro concreto di giudizio per poter stabilire la credibilità di un individuo.

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