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Dic 02 2014

Pensieri sciolti sulle dimensioni temporali del mutamento interiore

 

 

Penso sia un errore di fondo tendere a “assolutizzare” concetti e principi. Personalmente ritengo che principi, concetti, idee, non abbiano una validità assoluta, cioè non sono valide o giuste sempre e comunque, ma “a condizione”, a determinate situazioni contingenti, storiche ecc.

 

Così come ritengo che certi principi, benché teoricamente o

Piet Mondrian - evoluzione

Piet Mondrian – evoluzione

emotivamente condivisibili, non siano attuabili o non debbano essere attuati in determinate condizioni. Un esempio fra tutti, la pace: non puoi cercare la pace con chi ha tutta l’intenzione di ucciderti, non puoi scendere a patti con l’isis quando il suo scopo culturale, mentale, politico e militare è di sottomettere il mondo occidentale alla legge della sharia e all’islam arcaico. 

 

A mio parere, il mutamento è una variabile dipendente, ed ha anche diverse dimensioni. Se parliamo dell’uomo, allora direi che le dimensioni possono essere, neuro-temporale, cognitivo-temporale, socio-temporale, percettivo-temporale. Dimensioni che possono anche essere interagenti, ma tali interazioni danno vita ad altre dimensioni: il che sta già a indicare che il tempo delle modificazioni abbia diverse modalità e scale di misura. La scala di misura cognitivo-temporale non è la stessa della percettivo-temporale e non è la stessa della socio-temporale. Cosa voglio dire? Che non puoi far coincidere la velocità della variazione tra diverse dimensioni.

 

La probabilità è un concetto in gran parte statistico. Solo se un evento si è già verificato, posso affermare che tale evento è possibile. E se l’evento si è verificato con una certa frequenza o in una data quantità, posso affermare che esso è probabile. Ma il fatto che un evento è possibile e abbia una determinata probabilità statistica, non significa che si debba necessariamente verificare. D’altra parte i concetti stessi di possibilità e probabilità sono veri a condizione che ci sia anche l’implicazione del non verificarsi. Se tale implicazione non esistesse, non dovremmo parlare di possibilità o di probabilità, ma di certezza.

 

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